Autore: Dott.ssa Roberta Michelotto

 

 

Quante volte abbiamo lasciato che una critica negativa condizionasse il nostro comportamento, le nostre scelte, i nostri pensieri?

Tutti noi in maniera più o meno rilevante subiamo l’influenza di una critica e se è particolarmente negativa può capitare di viverla come una profonda ferita.

Le critiche che di solito fanno soffrire di più, sono quelle che riguardano aspetti del carattere che si cerca di tenere nascosti agli altri e a se stessi, perché mettono in evidenza i punti deboli del comportamento di una persona.

Forse viviamo con la presunzione e l’illusione di poter essere sempre apprezzati per quello che facciamo, per le nostre scelte e spesso ci adoperiamo per compiacere gli altri più che noi stessi. Così facendo, “fingiamo” di sentirci appagati. Questo atteggiamento nasce da un bisogno profondo di avere l’approvazione delle persone che ci circondano. Se per un motivo qualsiasi non la si ottiene, si entra in crisi e si mettono in discussione tutta una seria di certezze che vanno ben oltre l’oggetto della critica. Senza pensare che a volte entrare in crisi e mettersi in discussione dovrebbe essere vissuto come un momento di crescita personale.

A nessuno piace essere criticato, soprattutto se la critica non è costruttiva o se viene fatta con il solo scopo di umiliare chi la subisce. Questo aspetto va ad innescare la paura della critica, che limita la persona a prendere qualsiasi tipo di iniziativa, ne ostacola il pensiero indipendente, ma soprattutto distrugge la fiducia in se stessa.

Di solito le prime critiche le sperimentiamo/subiamo dai nostri genitori. Sono proprio loro, infatti, che con i rimproveri o le accuse non accompagnate da una spiegazione e da un aiuto costruttivo feriscono a tal punto da arrivare a condizionare il comportamento e a minarne l’autostima. Il sostegno del genitore è indispensabile per arginare il complesso di inferiorità. Sostenere le scelte di un figlio non vuol dire per forza condividerle e approvarle ma significa supportare la sua indipendenza di pensiero.

Le critiche spietate, non favoriscono mai l’amore e l’affetto, ma innescano paura e risentimento.

Le critiche non costruttive uccidono lo spirito di iniziativa e scoraggiano l’uso dell’immaginazione.

Quando le critiche vengono espresse con arroganza, ci offendiamo e focalizziamo l’attenzione sull’emozione spiacevole che quella affermazione ha suscitato in noi.

Essere continuamente criticati ci porta ad essere:

  • nervosi
  • timidi nelle conversazioni e nel fare nuove amicizie
  • ad evitare il contatto con gli occhi dell’altro, a gesticolare in maniera esagerata
  • incapaci nel controllare la voce
  • incapaci nel prendere decisioni e ad esprimere le proprie opinioni con sicurezza
  • privi di iniziativa, a non voler affrontare i problemi e ad adeguarci a quello che fanno gli altri
  • poco ambiziosi e ad alimentare il complesso d’inferiorità

Se però una critica è ben fatta e viene vissuta da chi la subisce in modo oggettivo andando oltre l’emozione che suscita, può rappresentare un’ottima alleata per migliorare il comportamento e di conseguenza la vita.

Saper criticare è importante tanto quanto riuscire ad accettare la critica.

Per concludere: desideriamo così tanto essere accettati dagli altri che spesso rifiutiamo a priori qualsiasi commento che sottolinei i nostri errori o incongruenze del nostro comportamento.

Ammettere i propri errori non è mai facile, e sentirci criticati e giudicati ci fa provare un senso di colpa che ci costringe ad affrontare le conseguenze delle nostre azioni.

Se riusciamo a considerare l’aspetto positivo di una critica costruttiva, riusciremo sicuramente a migliorare noi stessi e a raggiungere i nostri obiettivi più facilmente.