Buon Natale e Felice Anno Nuovo

Tanti auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo a tutti i lettori, gli scrittori e i collaboratori del Blog, un augurio di buon riposo e tanta serenità per il nuovo anno.

Torneremo al nostro consueto appuntamento quotidiano mercoledì 7 Gennaio e ricordiamo a tutti che chiunque voglia condividere con noi i propri articoli o pensieri può scriverci all’indirizzo mail giuseppelatte@giuseppelatte.it

Buone Feste.

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Tradurre la scienza psicologica – (Translating psychological science )

una traduzione della Dott.ssa Luana Palermo

dell’articolo Translating psychological science di Kirsten Weir

tratto dal numero di ottobre 2014 della rivista Monitor on  Psychology.

Una iniziativa presidenziale dell’APA cerca di migliorare l’apprezzamento e la comprensione della scienza psicologica da parte del pubblico.

Kirsten Weir

Accendi un qualunque canale di notiziari. Puoi scommettere che lo svolgimento della storia sullo schermo tocca alcuni aspetti del comportamento umano. Ma qual è la probabilità che uno psicologo esperto appaia sullo schermo per contestualizzare quel comportamento? Non ci sono abbastanza elementi, dice la Presidente dell’APA Nadine J. Kaslow. Tale problema evidenzia un paradosso nella psicologia: sebbene l’argomento è fortemente popolare tra gli studenti delle scuole superiori e dei colleges e la maggior parte della gente è fortemente interessata a ciò che riguarda le persone, questo campo è frequentemente frainteso. Recenti ricerche dell’APA hanno evidenziato, per esempio, che soltanto un 30% del pubblico identifica la psicologia come una scienza.

“Il pubblico crede nell’importanza e nell’efficacia della scienza, ma non necessariamente crede che la psicologia sia una scienza. Questa è una sfida per noi”, afferma Rhea K. Farberman, direttore esecutivo delle comunicazioni dell’APA, che opera nella funzione di trasmettere la scienza psicologica al pubblico. “Molti problemi nel mondo sono legati a fattori sociali e comportamentali, ma se la gente non percepisce la psicologia come una scienza, la nostra non sarà mai considerata come una disciplina che dovrebbe essere messa in campo nella ricerca di soluzioni”. C’è qualcosa con cui Kaslow si sta confrontando tenacemente durante il suo mandato. Lei ha identificato “Tradurre la Scienza Psicologica per il Pubblico” come una delle iniziative presidenziali dell’APA del 2014, ed ha nominato una task force per sviluppare nuove strategie per comunicare la psicologia al pubblico.

Naturalmente non è una task force che potrà fare tutto. Anzi molti psicologi ritengono che dovrebbero essere tutti coloro che sono in questo campo a condividere la responsabilità di diffondere la conoscenza psicologica nel mondo. “Noi abbiamo bisogno di spiegare quello che facciamo, perché è importante il modo in cui il pubblico trae beneficio da questa nostra conoscenza”, dice Eli J. Finkel, psicologa laureata alla Northwestern University, che presenta la psicologia attraverso i TED Talks, apparizioni televisive e radiofoniche e sui giornali. “Noi dobbiamo assolutamente condividere le nostre scoperte”.

La scarsa comprensione della psicologia da parte del pubblico dovrebbe essere un campanello d’allarme, sottolinea la co-presidente della task force, Roxane Cohen Silver, psicologa laureata alla University of California, Irvine. “Ci sono state molte occasioni in cui la scienza psicologica è stata usata male oppure interpretata impropriamente”, lei dice. “In un momento in cui la scienza psicologica è addirittura presa di mira a causa di una diminuzione di fondi federali, è nostra responsabilità come scienziati comunicare il valore del nostro lavoro al pubblico”.

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Professione Psicologo, dalla partita IVA all’inizio attività

Autore: Stefano Sirri

vedi Sito Internet dell’Articolo

 

Ci sono molte situazioni diverse: la zona geografica di appartenenza; il vivere e lavorare in grandi o piccoli centri; il livello di apertura verso lo Psicologo della cultura locale; l’aver realizzato, o meno, i primi passi; il livello di esperienza e formazione; ecc.

In una situazione cosi’ eterogenea, dobbiamo forzatamente restringere il campo.
L’articolo si sviluppa sulla situazione classica del neo-iscritto all’Ordine, che decide di aprire lo studio, e quindi dotarsi di partita IVA e commercialista.

Sul versante spese, si valuta una forbice di possibili variazioni (es. l’affitto dello studio puo’ cambiare anche in modo forte a dipendenza di molti fattori) poi, i conteggi finali vengono effettuati considerando la media matematica tra i livelli minimi e quelli massimi di spesa.

Nota: e’ possibile contenere le spese, anche di molto, rispetto ai valori indicati nel presente articolo (es. non utilizzare un commercialista; predisporre lo studio nella propria abitazione; stamparsi autonomamente il materiale pubblicitario; ecc.).

leggi intero articolo su HumanTrainer.com – La Psicologia per i Professionisti http://www.humantrainer.com/rubrica-psicologia/professione-psicologo/professione-psicologo-spese-studio.html

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Film (2002): Terapia d’Urto

Film (2002): Terapia d’Urto

vedi Recensione del Film

Dave Buznik è un bravo ragazzo, abitualmente mite e pacato. La sua unica colpa è quella di aver perso la pazienza durante un volo aereo. Condannato dal giudice per tentata aggressione, Dave è costretto a sottoporsi ad una terapia comportamentale per un migliore autocontrollo. Purtroppo a sorvegliare i suoi prgressi viene chiamato Buddy Rydell (Jack Nicholson), un terapeuta dai metodi alquanto bizzarri e decisamente inadatto al compito… Da quando Woody Allen ha dato l’esempio, Hollywood si è resa conto delle potenzialità comiche del rapporto psicanalista – paziente. L’ennesima variazione sul tema non è purtroppo tra le più riuscite. Non basta mettere insieme due mostri sacri (almeno per il mercato USA) per ottenere un buon risultato. Specialmente se ai due viene data briglia sciolta per nascondere le carenze di uno script anonimo. Tra continui (e a volte insopportabili)gigioneggiamenti e situazioni per lo più risapute, Terapia d’urto è il classico esempio – ahimè sempre più frequente – di commedia brillante che perde lo smalto appena dopo l’inizio: e 106 minuti diventano lunghi. Cameo per John McEnroe, John Turturro, Woody Harrelson e per l’ex sindaco di NY Rudolph Giuliani.

Vedi Video del Trailer del Film

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Il colore dell’innovazione

Autore: Dott. Giovanni Iacoviello

vedi Blog dell’Autore

 

“Con la luce il tuo profilo ha un colore indefinito”

Da “L’angelo azzurro”, canzone di Umberto Balsamo

In cosa consiste l’innovazione? Secoli fa nella bibbia si diceva che ciò che è stato detto e fatto si ripeterà. E allora in cosa consiste lo spazio del cambiamento? L’innovazione può emergere a volte da un problema nuovo. Altre volte dall’affrontare in modo diverso uno già noto. Alla base di alcuni indovinelli c’è una premessa che ci ancora ad alcuni nostri schemi, come nel quadrato di Mayer. Solo uscendo dallo schema richiamato dalle istruzioni possiamo fare quel salto logico che ci porta alla soluzione.

Spesso nella nostra attività pensiamo di averle provate tutte. Tutte tranne una però: quella che funziona. E l’innovazione a questo punto è proprio il cambiare schema di riferimento. Se il tipo di soluzione che sto provando non funziona, come scoprire quale cosa diversa fare tra le possibili?

Una volta la proprietaria di un negozio di bigiotteria indiana in Arizona, con la stagione turistica al culmine, voleva sbarazzarsi di alcuni monili che non si vendevano anche dopo averne abbassato il prezzo. Lasciò un biglietto col quale diceva alla commessa di venderli a metà prezzo (½). Al suo ritorno qualche giorno dopo non fu sorpresa nel non vederli più in negozio, ma dal fatto che la commessa fraintendendo li aveva venduti al doppio.

Se non ci fossero altri modi possibili, con la dovuta valutazione dei rischi, in alcune situazioni potrebbe sortire un effetto provare a fare il contrario di quello che stavamo facendo. Oppure sbagliare. O entrambe le cose, come nell’esempio sopra. L’innovazione spesso è cambiare gli schemi grazie ai quali si prova a fare in modi diversi una cosa, ma la si fa sempre nello stesso tipo di modo. A volte invece è negli errori, come in molte scoperte scientifiche, e nel saperli utilizzare.

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