Autore: Dott.ssa Serena Costantino

 

Fin da piccoli siamo educati a rispettare una serie di schemi mentali che ci vengono trasmessi, che col tempo arrivano anche a essere d’aiuto nella previsione del comportamento altrui. Vorrei indurre a riflettere su quanto tali schemi influiscono sulla nostra felicità. Questi schemi riflettono quelli della società, che nel gruppo più vicino è rappresentata dal gruppo dei pari, i nostri amici e conoscenti o tutte le persone con cui ci troviamo a interagire quotidianamente,in primis la famiglia. Tali gruppi ci rimandano continuamente una serie di “regole” da rispettare, che se non seguite portano all’emarginazione o più semplicemente a uno stato di disagio permanente. Questo perché ci prendono nei punti deboli, perché non è facile liberarci dagli schemi, come di un maglione troppo stretto che minaccia di soffocarci, soffocare i nostri sogni, le nostre idee, il nostro essere diversi. Si vive nell’illusione che seguire tali schemi, tali norme imposte o che ci imponiamo di farci imporre, ci garantisca la felicità. Ma cosa accade se ci rendiamo conto che la nostra natura va in direzione opposta rispetto agli schemi? Ci sono due alternative possibili: o si vive una vita “mascherata” in cui si dice e si fa il contrario di quello che si vuole, oppure si rompe il muro degli schemi rinunciando a essere uguali per essere se stessi facendo un grande gesto di amore e rispetto dell’umanità. Perché prima di essere divorziata, disabile, omosessuale, musulmano, prostituta, prima molto prima siamo esseri umani!