Autore: Dott.ssa Laura Canis

 

Spesso le persone credono che per valutare come “buona” una relazione sia necessario stare vicini vicini. In realtà, come ci dimostra la metafora dei due porcospini, non è sempre così. Come ci illustra chiaramente la metafora proposta da Shopenhauer infatti, i due porcospini per star bene hanno bisogno di trovare un equilibrio: vicini quanto basta al fine di non avere freddo, contemporaneamente lontani quanto basta per non rischiare di pungersi reciprocamente coi propri aculei.

È proprio nel raggiungimento di tale equilibrio che sta il segreto di una buona relazione. Il punto è che non sempre è facile da individuare, ma al contrario, il più delle volte è l’esito di un lungo e complesso processo.

Alla base di tale processo sta uno dei concetti cardine della teoria sistemico – relazionale, ovvero la differenziazione (Kerr e Bowen, 1990). Con questo termine si fa riferimento alla cosiddetta separazione emotiva, una particolare tipologia di “distanza” che un individuo percepisce nei confronti delle persone con cui è in relazione, e che nello specifico consiste nel livello col quale l’individuo si sente di bastare a se stesso, indipendentemente dalle relazioni con gli altri. Laddove tale differenziazione non sia raggiunta in modo soddisfacente, il soggetto tende a vivere le relazioni in cui si sente maggiormente coinvolto, in modo ansioso, spinto dal continuo bisogno di vedere confermato il suo bisogno di dipendenza dall’altro, ricercandone quindi una continua approvazione/vicinanza. Da un punto di vista pratico questo si traduce in un gatto che si morde la coda, ovvero un circolo vizioso. Da un lato colui che percepisce il bisogno di conferma tenderà a rincorrere l’altro sperando di sentirsi riconosciuto e soddisfatto grazie ad una risposta positiva di conferma (ad esempio: “Accetto di uscire con te!”). Allo stesso tempo però, l’altro tenderà a fuggire sempre più lontano per evitare di sentirsi intrappolato in una relazione in cui non sente soddisfatto il suo (contrariamente all’altro) bisogno di indipendenza. Trovare il giusto equilibrio non è cosa semplice. Fondamentale per riuscirci è riflettere su ciò che ci lega agli altri: un bisogno reciprocamente sentito, o, al contrario, un bisogno unilaterale, che non tiene conto delle necessità emotive altrui?

Riuscire a scoprire il perchè desideriamo tanto una relazione è il passo più complesso, che necessita di grande capacità di introspezione nonché di grande coraggio per ammettere, talvolta, l’inammissibile. Una volta fatto questo passo però, la strada sarà tutta in discesa!

“Magicamente” si impara a relazionarsi agli altri nel rispetto dei desideri e dei bisogni reciproci, secondo un pacifico equilibrio percepito da tutti i membri coinvolti. Da qui ne discenderà che inizieremo a ricercare gli altri secondo modalità reciprocamente accettate ed accettabili, riceveremo conseguentemente meno rifiuti e, per chiudere il cerchio, il nostro livello di ansia diminuirà notevolmente, vedendoci finalmente coinvolti in una relazione rilassata e reciprocamente vissuta come soddisfacente.