Autore: Dott. Gianpaolo Bertoni
In base alle statistiche, in occidente una persona su tre presenta problemi d’insonnia. Diversamente da quello che solitamente i mass media, e non solo, vogliono farci credere, il fenomeno in questione è dovuto soltanto in parte, e non solo, allo stress quotidiano; infatti, numerose ricerche dimostrano che le turbe del sonno dipendono soprattutto da abitudini sbagliate acquisite nei primi anni di vita. Come spesso capita, per non dire sempre, quando non si sa a cosa attribuire la causa di un disturbo, ecco che si tira in ballo lo stress, e che stress! Dunque, quest’ultimo costituisce quasi sempre soltanto la “goccia che fa traboccare il vaso”, un vaso che la nostra storia ha inesorabilmente riempito di vicende più e meno piacevoli, fatte di vittorie ma anche di sconfitte.
L’insonnia può essere definita come la difficoltà ad iniziare o a mantenere il sonno, o il fatto di avere un sonno non-ristoratore. Le turbe del sonno hanno le seguenti conseguenze:
nel lattante e nel bambino piccolo:
irritabilità;
pianto;
scarsa attenzione;
dipendenza da chi se ne prende cura.
nel bambino in età scolare:
scarso rendimento scolastico;
timidezza;
insicurezza.
nei genitori:
sensi di colpa;
insicurezza; senso di impotenza e di fallimento;
senso di frustrazione;
accuse reciproche di viziare il bambino;
stanchezza fisica e psicologica.
Solitamente, i genitori considerano normale che un bambino dai sei mesi in su si svegli la notte svariate volte chiedendo la loro presenza, in realtà ciò non è normale: compiuti i primi sei-sette mesi di vita, un bambino dovrebbe essere in grado di dormire da solo, nella sua stanza e al buio, e senza praticamente mai svegliarsi.
Per dirla in breve, nostro figlio necessita di imparare, o reimparare, a dormire.
A questo proposito, ci sono quattro “miti” da sfatare:
1. vostro figlio non ha ancora imparato a dormire;
2. vostro figlio non ha alcuna malattia;
3. vostro figlio non deve necessariamente avere un problema di carattere psicologico;
4. vostro figlio, non per questo, deve essere necessariamente considerato un bambino viziato.
Per dirla in breve, non dovreste aiutarlo ad addormentarsi, dovrebbe riuscirci da solo dunque, va aiutato a crearsi l’“abitudine al sonno”.
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